Categoria: Le mie storie
La potenza del cuore
8 Marzo 2025
Il cuore rappresenta l’amore e non ha limiti.
Possiamo rinchiuderlo forzatamente in uno spazio angusto, possiamo decidere di proteggerlo, ma non porterà nulla.
L’unica via per essere veramente liberi e felici e spalancarlo oltre tutto e tutti, senza aspettarsi amore e riconoscimento dagli altri, senza aver paura di mostrarsi e mostrarlo, senza confrontarlo con il cuore e l’amore degli altri, senza aver paura dei propri sentimenti, anche quando quelli degli altri sembrano diversi dei nostri.
Non c’è vergogna nell’amare, non c’è mai vergogna nell’aprirsi al mondo esterno e agli altri.
Quando il nostro cuore, il nostro amore è verso tutti e tutto, il mondo esterno ci apparirà completamente diverso.
Quando la GIOIA uscirà da ogni nostro poro, con un’esplosione di amore intorno a noi, anche gli altri ne saranno contagiati.
E non c’è niente di più bello al mondo.
Boom!
L’ultimo saluto
Qualche giorno fa sono stata in chiesa per dare l’ultimo saluto a una persona che ho conosciuto e stimato durante la mia vita lavorativa. Moltissime persone sono venute per omaggiarlo tanto da non riuscire a entrare tutti all’interno della struttura.
Durante l’omelia ho sentito le solite frasi, quelle che entrano ed escono dalla mente con la stessa costante velocità e senza lasciare traccia.
Dentro di me ho pensato… quali parole potrebbero essere di aiuto per una moglie, un marito o un figlio, un familiare, quando un loro caro passa oltre il velo?
Ecco… la prima cosa che direi è proprio questa: la persona che amiamo e che non riusciamo a vedere, è sempre qua, solo che, avendo lasciato il piano fisico, ora è pura energia.
Direi che, avendo superato la materia, ora possono seguire il loro cammino ma anche esserci accanto perché sono energia quantica.
Racconterei di come si nasce scegliendo il luogo, i genitori e quello che si viene a fare, ma si conosce già anche il momento in cui si tornerà a casa. E si torna a casa quando si sono vissute le cose programmate, sempre in totale sintonia e sincronicità con le esperienze che le persone che ci sono accanto sono venute a vivere.
Racconterei che «L’Assenza non è mancanza» citando una frase a me molto cara presa dal primo libro della mia amica Enrica dal titolo «Pensieri in cammino di Chica e Michele»; perché l’assenza fisica non significa perdere qualcuno e ci permette di assimilarlo in noi, accoglierlo nel nostro cuore e coccolarlo lì con ancora più amore di prima ma, soprattutto, senza quelle incomprensioni che possiamo avere avuto anche con la persona che amiamo di più.
Direi anche di avere la certezza che quando sarà il nostro turno, la persona sarà lì ad accoglierci e a riabbracciarci con gioia, perché da sempre abbiamo scelto di percorrere insieme tutte le nostre strade.
Racconterei che probabilmente ci ritroveremo a pianificare un’altra «missione» sulla terra da vivere nuovamente uno accanto all’altro, magari giocando un po’ sui personaggi da interpretare… saremo padre e figlio questa volta? O moglie e marito? E cosa torneremo a imparare?
Perché questo è e sarà sempre solo un arrivederci. 🩷
È di nuovo Natale ❤️🎄
24 Dicembre 2024
Siamo arrivati nuovamente a quel periodo dell’anno che rappresenta per le persone che lo festeggiano l’Amore, la famiglia e l’unione.
È un po’ un modo di tirarsi fuori dalla pesantezza e dalla tossicità del mondo esterno, per ritrovarsi e ritrovare così il nostro equilibrio.
Ogni anno ci riproponiamo di migliorare la qualità della nostra vita e poi finiamo sempre per ripetere le stesse cose e molto spesso gli stessi errori.
Quando non viviamo bene il rapporto con le persone con cui ci relazioniamo, che sia in ambito affettivo o lavorativo poco importa, restiamo lì aspettando un loro cambiamento e ci rammarichiamo quando questo non avviene.
La novità è che stiamo comprendendo che il cambiamento nell’altro avviene solo quando cambiamo noi stessi.
Noi ci relazioniamo con gli altri attraverso le nostre esperienze e le nostre emozioni, quindi li vediamo attraverso un filtro emotivo tutto nostro.
Questi filtri, che sono ovviamente presenti in tutte le persone, alterano la realtà oggettiva e, in base alle esperienze e alle emozioni del vissuto di ciascuno, esaltano le cose negative da noi più temute.
È importante quindi, cercare di vivere questi episodi con l’attenzione alle nostre sensazioni, riconoscendo quando sono le stesse emozioni negative e tossiche già provate altre volte che tanto ci feriscono.
Già riconoscerle è un grosso passo, che, alla lunga, ci porterà ad accorgerci prima quando stanno per riproporsi, permettendoci così di imparare a gestirle.
Di fatto, questo risulterà per noi un grande cambiamento!
Spesso sento dire “Da quando ho modificato questa abitudine, ho visto un cambiamento anche nelle persone che mi vivono accanto!”
Esatto!
È proprio così che funziona.
Auguro a tutti di scegliere, attraverso l’osservazione di sé, di guardare gli altri con occhi nuovi, non più attraverso le proprie emozioni, a volte tossiche, che ci comprimono il cuore.
Si scoprirà così che si può vivere meglio, perché farlo resta sempre una nostra scelta.
Buon Natale!🎄 ❤️
Grazie
25 Luglio 2024
La scorsa settimana sono rientrata in Italia dopo aver fatto un viaggio in Inghilterra con un gruppo organizzato da Anne Givaudan. Il percorso prevedeva la visita a luoghi antichi e sacri: Glastonbury, Swindon, Avebury e Stonehenge; nomi e luoghi che richiamano alla mente Giuseppe D’Arimatea, il Santo Graal, Avalon, re Artù e il mago Merlino.. basta poco per far colmare il cuore da gioia e da Amore.
A Glastonbury abbiamo visitato il Chalice Well, l’Abbazia, il Tor e altri luoghi talmente toccanti da rimanere nei nostri cuori.. Tutto mi è sembrato armonioso e magico.. i luoghi, le esperienze e le meravigliose persone con le quali ho avuto la fortuna di condividere questa esperienza. Le risate, la rana (questa è solo per loro! 🐸😅), la magia che ci ha legati in modo gioioso e raro.
Abbiamo cercato e trovato l’unione tra il sacro femminile e maschile, l’energia di Maria e di Michele, i canali energetici della Terra.
Le foreste di Avalon e l’incontro con la natura per comprendere il rispetto che merita, la bellezza e l’armonia dei luoghi incontaminati dal tocco non sempre benefico dell’essere umano.
E Stonehenge.. magica e bisognosa di Amore.. e il ringraziamento con il cerchio di grano apparso a poca distanza il giorno dopo la nostra visita..
Tanto e tanto altro è stato, è e sarà ancora in tutti noi.
Questo scritto è per ringraziare tutti quanti i partecipanti.. vi voglio bene. 💞
Festa del Primo Maggio
Partendo dal presupposto che tutti i lavori sono utili, dovremmo cominciare a cambiare l’idea del lavoro che abbiamo avuto sino ad oggi.
Provando ad immaginare il mio mondo migliore, in un’ottica di comunità, vedo l’attività di ognuno volta ad essere un sostentamento reciproco, dove ciascuno fa la sua parte senza secondi fini personali, dove non c’è un interesse economico perché si è trasformato in attività sociale.
Un mondo dove a nessuno manca nulla, senza ricchi o poveri, senza guadagno personale ma solo interesse di tutti. Ciascuno svolge una attività di un certo numero di ore per il bene comune e tutti contribuiscono serenamente.
Si produce cibo e si fornisce, si producono beni e si distribuiscono.
Certo sarebbe una bella crescita personale assumersi la responsabilità del bene comune, senza sfruttatori e furbetti.
Forse dovremo aspettare ancora un po’.. ma so che prima o poi ci arriveremo.
Consiglio a tutti di cercare e vedere il film «Il pianeta verde», ottimo esempio di come siamo e di come potremmo essere.
Buon primo maggio a tutti. 💚
La nostra emotività
Oggi vorrei parlarvi dell’emotività, perché è attraverso questa che noi osserviamo il mondo.
Ogni circostanza che viviamo viene, per così dire, filtrata dal nostro stato d’animo, dalle emozioni di quel preciso del momento.
Rimanendo immersi nell’ascolto di ciò che proviamo è difficile rendersi conto di quanto il nostro sentire incida nella scena che stiamo vivendo.
Se siamo gioiosi, anche un piccolo ostacolo viene visto e affrontato con più leggerezza, ma cosa accade se siamo in una giornata negativa, dove ci sentiamo soli o depressi? Basta un minimo contrattempo per veder precipitare tutta la situazione e ci si lascia affondare in un sentimento di sconforto.
Così si vive in balia delle sensazioni, senza il minimo controllo, o meglio, senza alcuna consapevolezza.
Ma noi possiamo imparare a controllare le nostre emozioni.
Possiamo imparare a essere coscienti di come stiamo vivendo il momento, fermandoci un attimo per respirare e per pensare.
«Ok, è successo questo. Come posso fare per non lasciarmi travolgere?»
Quale emozione abbiamo provato? Rabbia, paura, tristezza? Perché l’abbiamo provata? Senza identificarci nella “vittima” della situazione: «Ecco qui, capitano tutte a me, sono una persona sfortunata, me la sono cercata, mi sta bene!”.
Le cose accadono a prescindere dalla nostra volontà; possiamo comprendere le azioni e le reazioni di tutti i partecipanti solo attraverso l’analisi più realistica dell’avvenimento, come se osservassimo la scena da lontano.
Spesso ci si accorge di aver già vissuto avvenimenti simili. Buffa questa cosa.. «Incontro sempre persone che si comportano così con me..», «Ecco, sempre la stessa storia!»
In genere si tende ad assumere sempre lo stesso comportamento e, per questo, l’avvenimento si ripresenterà e continuerà a ripetersi fino a quando non cambieremo la nostra modalità nel viverlo.
So che può sembrare una impresa difficilissima, ma per esperienza personale posso dirvi che si può raggiungere un equilibrio pressoché costante, tale da non farci più trascinare, in modo altalenante, in alti e bassi.
Si può guardare il mondo con occhi abbastanza neutrali, in modo da gioire per tante piccole cose, per apprezzare ciò che abbiamo e che spesso, presi da rabbia o noia, neppure notiamo.
Si può scegliere e decidere di vivere bene e, così facendo, di far vivere bene le persone che abbiamo attorno in questa meravigliosa esperienza che chiamiamo vita.
Con Amore. 💚
Ricominciamo
Eccomi qui, dopo tanto tempo mi ritrovo davanti alla tastiera pronta a scrivere. Durante questo periodo sono cambiate tantissime cose, o meglio, sono cambiata tantissimo io.
Se ripenso alla me di due, tre anni fa, la vedo come se fosse un ricordo di una vita precedente. Per tutti è stato un periodo intenso e siamo stati messi alla prova da situazioni nuove e travolgenti, ma ora siamo qui.
Cosa mi porto dentro? Cosa ho imparato da questo periodo?
Sicuramente ho imparato che vivere lontani dalle persone che ami è faticoso, ma che non toglie nulla all’amore.
Mio figlio, ormai da molti mesi, lavora in Canada; la distanza è enorme e rende complicato e oneroso affrontare un viaggio per passare un po’ di tempo insieme. L’unica modalità di contatto è il messaggino che, giornalmente, compatibilmente alla differenza di orario (lì sono 9 ore indietro rispetto a Roma), augura il «buon pomeriggio» o la «buonanotte» e, a volte, qualche videochiamata alla sera. In realtà, le modalità erano più o meno le stesse anche quando viveva a Roma; solo al posto della videochiamata, a volte riuscivamo a vederci per una cena o una pizza.
Questa lontananza ha reso lui totalmente autonomo e me consapevole che l’amore è oltre tutto, oltre la distanza fisica, oltre la distanza emotiva e sicuramente oltre la vita.
È lo stesso amore che provo per i miei genitori e per tutte le persone a me care che ora sono oltre il velo, un velo sottilissimo che apparentemente ci separa, ma che invece nulla può fare per impedire all’amore di unirci.
Questo pensiero mi fa sorridere, con tenerezza, dolcezza, totale apertura del cuore.
La seconda cosa che ho imparato riguarda il mio modo di interagire con il mondo. Incredibile come sia avvenuto un clic che mi permette ora di vedere le dinamiche dei rapporti interpersonali in modo diverso, come se le osservassi dall’esterno, in modo più neutro, più oggettivo, ma sempre guidata da una emozione positiva.
Questa modalità è fantastica.
È la dimostrazione di come la nostra emotività governi le nostre giornate. Sta a noi scegliere come viverle. Tutto ciò che accade è neutro, in genere si tende a vedere, e spesso amplificare, l’aspetto negativo, ma è possibile anche vedere quello positivo. Ma di questo ne parlerò meglio prossimamente!
Un abbraccio!
Siamo tutti “mamme”
Oggi sono qui per fare gli auguri a tutti noi, donne e uomini di qualsiasi età.
Si festeggia l’idea del concepire, del generare, dare alla luce e crescere; ogni volta che abbiamo una idea o un progetto, qualcosa che ci piacerebbe “realizzare” (far divenire reale), siamo “madri”.
E non a caso utilizziamo termini come concepire una idea, cullare una idea, un progetto, vederlo nascere e poi vederlo crescere; chiunque di noi, dal più piccolo al più grande, ha e avrà progetti o idee da far nascere. È l’amore che mettiamo nell’attuarlo che oggi si festeggia.
Per questo motivo, auguro a tutti voi di concepire e veder nascere il vostro progetto più bello, che vi renda orgogliosi e fieri di voi stessi e di ciò che avete generato.
Buona festa della mamma a tutti! 💚
«Giustizia» o «Giustezza»
Stamattina, durante una passeggiata nel verde con Senna, il mio cane, all’improvviso mi sono venute in mente queste due parole: «Giustizia» e «Giustezza».
Apparentemente sembrerebbero sinonimi, ma, cercando su Google la differenza, mi è uscita questa spiegazione:
«E‘ chiaro che la differenza sta nell’accezione di giustezza, che nel secondo caso diventa giustizia. … Nel primo caso si riferisce al nostro aspetto razionale, nel secondo al complesso dei nostri valori morali.»
Wow!! Però..
Per me, la giustezza è l’astrazione del concetto, è il «giusto», a prescindere dall’interpretazione umana, la giustizia, invece, risente del luogo, delle leggi, dell’epoca e della morale corrispondente. Era morale nel 1692 mandare al rogo che si riteneva una strega? Probabilmente sì, altrimenti ci sarebbe stata una rivolta popolare per impedirlo o farlo smettere. Ma è stato «giusto» farlo? Bella domanda..
Durante le guerre sante, vennero commesse atrocità degne dei peggiori terroristi, e pensare che furono spronate dalla Chiesa, quindi, da chi, in teoria, rappresentava Gesù e l’Amore puro. È stato morale?
Celebrare con monumenti o statue i grandi comandanti per le loro gesta da conquistatori è stato ed è veramente da considerare moralmente corretto? Li consideriamo idoli, ma le popolazioni invase, e le loro terre devastate, sono d’accordo? E’ stato realmente morale farlo?
A volte, quando proviamo sulla nostra pelle una «ingiustizia», saremmo disposti ad oltrepassare ogni limite, per ottenere «giustizia», ma sarebbe anche «giustezza»?
Tempi strani i nostri..
Secondo voi, potremmo provare a guardare i fatti con gli occhi colmi di «giustezza» almeno per un giorno? chissà.. potremmo scoprire una giustizia poco «giusta»…
Con Amore.
💚
P.S.: nell’immagine che ho scelto, vedo un volto.. è la stessa espressione che ho io, come conclusione della riflessione.. 🙂